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Pubblicato Venerdì, 04 Dicembre 2015 14:44
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FOCUS: piccoli mammiferi, uccelli, rettili e pesci

Piccoli mammiferi

I criceti non sono la scelta migliore per un bambino: non è un animale da tenere in braccio perché soggetto a cadute, può facilmente mordere e non ha una vita lunga (circa 3 anni).

Le cavie richiedono una gestione accurata, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione: sono erbivori stretti e hanno bisogno di una costante integrazione di vitamina C.

Altrettanto erbivori e più diffusi in ambito domestico sono i conigli, che necessitano di vaccinazioni periodiche e sterilizzazioni, soprattutto le femmine, per evitare che si presentino patologie uterine analoghe a quelle canine (come endometrite e piometra). Quanto all’allevamento, non vanno chiusi in gabbia ma gli si deve garantire un ambiente ampio e sicuro, ovvero privo di piante tossiche e cavi elettrici. Dal punto di vista comportamentale, il coniglio è un animale molto territoriale e, senza un adeguato iter di inserimento, può diventare molto aggressivo se un nuovo soggetto viene inserito nel nucleo familiare. Un’alimentazione sbagliata può causare seri problemi alla dentatura e all’organismo in genere. Il coniglio si nutre di cibi vegetali, specialmente fieno e verdure fresche. Una somministrazione di alimenti sbagliati può alterare la crescita dei denti in forma e lunghezza oppure agire negativamente sulla digestione se il piccolo mammifero ingerisce pane, grissini, pasta, dolci e affini: possono presentarsi gravi forme di dismicrobismo a livello intestinale, con episodi di meteorismo e fermentazioni anomale, che si traduce in alterazioni della circolazione sanguigna (a causa della dilatazione intestinale che comprime gli organi vicini) e nel possibile riassorbimento di tossine (prodotte dalla fermentazione anomala), portando l’animale a morire per enterotossiemia.

Cani della prateria, furetti, chinchilla e scoiattoli sono specie meno diffuse che richiedono una gestione specifica tale da sconsigliarne l’acquisto senza un’adeguata conoscenza dell’ecologia.

Uccelli

Il volatile domestico ritenuto più allettante per un neofita è il pappagallo allevato a mano (ossia svezzato dall’allevatore e non dai genitori) che è però particolarmente soggetto a problemi comportamentali, soprattutto in età adulta, che possono richiedere l’intervento di medici veterinari specializzati. Una delle manifestazioni più classiche di queste problematiche è la “sindrome da autodeplumazione”, ovvero uno stato di ansia e depressione che porta il soggetto a strapparsi le piume e le penne fino a lesionarsi, nei casi più avanzati, la pelle. Ciò è dovuto generalmente al fatto che il pappagallo è cresciuto privato della convivenza con esemplari della stessa specie, portandolo ad identificarsi con la specie umana ed esponendolo ad una frustrazione di tipo sessuale: il pappagallo inizierà a corteggiare i proprietari senza ricevere in cambio le attenzioni desiderate.

Rettili

Un rettile appena acquistato va immediatamente sistemato in un adeguato terrario in cui siano riprodotte le condizioni ambientali idonee. Per molte specie è richiesto il possesso dell’opportuna documentazione rilasciata dal negoziante. Il rettile più presente nelle case e nei giardini d’Italia è la tartaruga. Possedere tartarughe terrestri reperite in natura è vietato dalla legge, pertanto gli esemplari di proprietà (acquistati legalmente oppure riprodotti in cattività) dovrebbero essere identificati tramite un microchip. Le tartarughe d’acqua crescono molto in fretta e non vanno liberate dato che competono pesantemente con la nostra tartaruga palustre (Emys orbicularis) endemica e a rischio di estinzione.

Pesci

L’aspetto più importante è quello di abbinare specie che hanno lo stesso regime alimentare. Per esempio specie del genere Tropheus, dei pesci endemici del lago Tanganika (secondo lago africano per estensione dopo il Vittoria), potrebbero essere accompagnati da appartenenti al genere Petrochromis perché entrambi prettamente erbivori. Un errore dietetico, somministrando cibi troppo ricchi di proteine, per esempio, può essere fatale. L’acquario è bene che sia il più grande possibile: in un piccolo spazio un qualsiasi incidente (come la morte di un pesce o un eccesso di cibo non consumato) porta rapidamente ad un peggioramento delle condizioni di vita dei pesci a causa dell’inquinamento da composti azotati, ammoniaca e nitriti. In una vasca di grandi dimensioni c’è una maggiore stabilità ambientale grazie al maggiore volume di acqua.