Traffico dei cuccioli: come difenderli e come difendersi

Il fenomeno dell’importazione dei cani da paesi esteri è ormai noto al pubblico, sono anni che le immagini dei camion carichi di cuccioli ammassati in gabbiette e trasportini in condizioni più o meno agghiaccianti sono quasi quotidianamente presenti sui media suscitando orrore e compassione.

Ma in cosa consiste effettivamente questo tipo di “commercio” e perché nonostante sia tristemente noto persiste ad essere attivo e prospero?

D) Perché in Italia arrivano così tanti animali da compagnia e perché arrivano secondo queste modalità?

R) Innanzitutto il traffico di animali, più o meno legale, è ovviamente una attività redditizia, viene cioè messa in atto in quanto fonte di notevole guadagno e con rischi “d’impresa” relativamente bassi. Nel caso dei cani (ma da qualche tempo cominciano ad arrivare anche i gatti di razza) l’importazione va a colmare il vuoto produttivo, cioè il fatto che a fronte di una domanda elevata gli allevamenti italiani non riescono a sopperire alle richieste del mercato. Importante anche il fattore “costo”, all’origine nei paesi produttori i costi di produzione sono decisamente inferiori ai nostri, e una perdita anche ingente di soggetti lungo il tragitto riduce di poco il margine di guadagno di chi si occupa di questo commercio. Conviene quindi trasportare molti esemplari stipati e ammassati piuttosto che trasportarne pochi in condizioni molto più idonee, il viaggio diventa più remunerativo.

D) Come mai gli allevamenti italiani non sopperiscono alla domanda?

R) Allevare un cane bene, da genitori sani, facendo i necessari controlli medici e genetici, occuparsi con competenza dello sviluppo psicofisico dei cuccioli in modo da poter consegnare animali sani dal punto di vista fisico ed equilibrati dal punto di vista comportamentale è un lavoro lungo, complesso e con costi elevati, che richiede una professionalità specifica e normalmente anche una grande passione per una singola razza, difficile sopperire a tutti i requisiti per centinaia di animali. La cultura poi “animalista” non è ancora così coerente in Italia e chi sostiene di “amare” gli animali poi non è d’accordo sul fatto di dover remunerare adeguatamente chi li alleva in modo corretto e rispettoso del loro benessere psicofisico.

Le richieste dei cani sono poi disgraziatamente “modaiole”, variano improvvisamente per un film, una serie televisiva, una pubblicità, o un personaggio famoso che si fa vedere accompagnato da un cane di una razza particolare, provocando impennate delle richieste che non è di solito possibile soddisfare con rapidità. L’unico modo quindi per non perdere un introito è reperire i cani in paesi con allevamenti a ciclo “continuo”, dove però  le condizioni di allevamento sono scadenti.

 

D) Che problemi ci sono con la documentazione identificativa e sanitaria che accompagna i cani importati?

R) Spesso viene riportato che i documenti di accompagnamento sono falsi, ma nella maggior parte dei casi ciò non è corretto, in realtà i documenti sono quasi sempre validi e la maggior parte dei trasporti avviene in maniera assolutamente legale, però il gap del sistema è che … è l’animale a non essere in regola. Il passaporto può quindi essere assolutamente valido, ma i dati indicati non corrispondono al cane cui si accompagna. Altro discorso è invece quello dei cani trasportati da normali viaggiatori, fino a 5 animali il trasporto si ritiene personale e non commerciale, e avviene anche con automezzi privati sui quali difficilmente si effettuano controlli, costituendo una buona fonte di guadagno accessorio per tutti coloro che per motivi svariati viaggiano da un paese all’altro.

D) Quali sono i rischi per il cane e per il futuro proprietario?

R) Il problema più grave relativo alla documentazione è l’età non congrua, il cane ha cioè un’età molto inferiore a quella dichiarata, fatto che lo mette in situazioni critiche relativamente all’efficacia della vaccinazione antirabbica o di altre malattie infettive, soprattutto tenendo conto che questi soggetti provengono da nazioni non indenni nelle quali non è così improbabile che animali poco controllati possano aver contratto le patologie. Gli animali risultano vaccinati sulla carta, ma il sistema immunitario del cucciolo non è ancora in grado di produrre anticorpi autonomi e quindi la protezione del vaccino è prossima allo zero.

Per quanto riguarda la salute del cucciolo i pericoli sono molti: lo stress della separazione dall’ambiente di origine e dell’ammassamento, la durata del viaggio, il contatto con animali di provenienza diversissima, il cibo differente cui probabilmente non sono abituati, il rumore… In un camion su cui si caricano 100 trasportini immaginatevi cosa succede, se poi qualche cucciolo magari infetto da parvovirosi o coccidiosi vomita o ha scariche di diarrea il contagio da un animale all’altro è rapidissimo. Il virus del cimurro poi si trasmette anche per via aerea mediante tosse ed espettorato, e purtroppo negli ultimi anni questa malattia che si poteva da noi praticamente considerare debellata mediante le vaccinazioni si è di nuovo manifestata, provocando anche in molti casi in forme epilettiche che danneggiano il cane permanentemente e costringono il proprietario a dover curare il cane per tutta la vita.

D) Come mai sono così piccoli quando vengono messi in commercio?

R) L’età minima per viaggiare dovrebbe essere di tre mesi, cui si sommano 20 giorni per l’efficacia della vaccinazione antirabbica. Tenere i cuccioli per chi li alleva per un periodo così lungo significa aumentare in modo esponenziale i costi e la mortalità, ai cuccioli va dato da mangiare una volta finito il latte della madre, li si deve trattare per parassiti intestinali e cutanei, vaccinare, curare se si ammalano. Per cui si decide che le eventuali “perdite” saranno a carico di chi commercia e ci si sbarazza del cucciolo appena è finito lo svezzamento.

 

D) Ma chi compra un cane lo sa che acquista animali importati o di provenienza dubbia?

R) In genere purtroppo non è una domanda che ci si pone, o meglio ce la si pone sempre troppo tardi. Uno dei fattori che supportano il commercio maltrattante è la scarsa comprensione dei futuri proprietari della complessità e difficoltà di allevamento corretto e rispettoso, che genera un costo elevato degli animali allevati secondo le buone pratiche. Molto spesso quando ci portano a visitare cuccioli in condizioni critiche viene riportato di aver sì contattato allevatori italiani, ma che avevano chiesto un prezzo troppo elevato, motivo che spinge a rivolgersi ai negozi che noi chiamiamo tuttelerazze, o agli allevamenti multirazza, che in genere significa che non allevano loro ma commerciano animali acquisiti da un importatore. Altro canale di vendita che ormai impazza è la via di internet, basta cercare su qualunque motore di ricerca una razza di cani qualsiasi per avere idea dell’estensione del fenomeno. La vendita internettiana sfugge poi a qualsiasi controllo sanitario e fiscale, spesso chi vende cuccioli cambia numero di cellulare continuamente e non è nemmeno poi più reperibile per eventuali recriminazioni o risarcimento danni.

D) Cosa si potrebbe fare per limitare questo fenomeno che costa migliaia di vite canine ogni anno?

R) Come qualsiasi ambito relativo agli animali da compagnia è importantissimo diffondere la cultura del rispetto verso gli animali, che non sono mai da considerare giocattoli da comprare il più rapidamente possibile, magari del colore che sta bene col cappotto. Per quanto ci sia indubbiamente una enorme responsabilità di chi il commercio lo attua in modo crudele esiste a nostro parere anche una grande responsabilità di chi il commercio lo richiede. Lo si potrebbe paragonare concettualmente al fenomeno del bracconaggio dell’avorio, nessuno si prenderebbe la briga di rischiare la galera e la vita sotto le zampe di un pachiderma se non ci fosse da qualche parte del mondo chi l’avorio lo paga a caro prezzo.   

D) Cosa fare perciò quando ci si rende conto di aver acquisito un cucciolo importato?

R) È sempre meglio in ogni caso quando si acquisisce un animale portarlo a far visitare il più in fretta possibile dal proprio medico veterinario, con tutti i documenti che sono stati eventualmente consegnati. Nel caso vengano riscontrate irregolarità documentali o di congruenza con l’età riportata è possibile segnalare la discordanza alla ASL veterinaria. Se si evidenziano anche problemi medici la precocità della diagnosi influenza positivamente la prognosi ed evita anche molte delle complicanze che derivano da malattie infettive o infestive avanzate.

Laura Torriani

Amministrazione Trasparente